Giugno 4, 2016Cracking Arte di Rottura
a cura di Piero Adorno e Claude Lorent (Edizione Mazzotta 2007)
Ciò che è comune a tutti gli artisti della Cracking Art è indistruttibile ottimismo trasmesso dalle loro opere e dalle loro installazioni. Questa dimensione alla quale tutto concorre: colore, materiali, soggetti….fa oscillare il campo dell’arte in un registro poco comune, senza dubbio perché si oppone a un pessimismo ambientale, a un disfattismo di fronte alle dure realtà del mondo attuale. Per fortuna questa opzione non sminuisce il proposito critico che è alla base del loro pensiero, per quanto sia fantastica, colorata, vivace, come in una continua effervescenza del piacere di esistere.
L’uso della plastica come materia e supporto si riferisce, insistono gli artisti con ragione, a un elemento di base naturale come il petrolio che, opportunamente trattato, viene trasformato in questo materiale con un processo chiamato “cracking”, da cui deriva il nome del gruppo. Questa materia, prima solidificata sotto forma di granuli, subisce una seconda mutazione con il processo creativo messo a punto dagli artisti stessi e dal loro gesto artistico, così questa fonte di energia bramata da tutto il pianeta diventa plastica nei due sensi del termine: in quanto materia da una parte, e in quanto fonte e concretizzazione estetica dall’altra.
Non si tratta di un semplice gioco di parole, ma di una realtà concretizzata nelle opere poiché in esse nessuna distinzione e possibile tra l’oggetto e il supporto, in quanto i due elementi formano generalmente una cosa sola. L’energia viene così trasferita e prosegue la sua azione attraverso forme, volumi e immagini che continueranno a diffonderla poiché il tutto è ormai quasi imputrescibile.
Lavorando con materiali di recupero o con residui industriali gli artisti della Cracking praticano la salvaguardia e il riciclaggio arrivando talvolta a raccogliere bottiglie usate e altri scarti consimili per realizzare installazioni urbane. Questa preoccupazione ecologica potrebbe sembrare paradossale per l’uso stesso della plastica, se non si tenesse conto di tale riciclaggio per creare opere plastiche perenni. Come implicito, è la loro stessa pratica ha offrire questo carattere di protezione e difesa per quanto riguarda il futuro del pianeta, le tematiche affrontate, dal mondo dell’uomo a frutti, fiori e animali, privilegiando tutto ciò che è naturale vivente tutto ciò che suggerisce anche, con la ricca scenografia e l’aspetto gioioso, luminoso, con la dinamica del movimento, il senso di star bene al mondo e con il mondo. C.LORENT
