Novembre 19, 2016RE-production
It would be nice if something made sense for a change – Lewis Carroll, Alice in Wonderland
Nella visione artistica di Cracking Art il coniglio è un animale carico di fascino, da sempre amico e vicino all’uomo. Una creatura densa di significati allegorici, spesso associata nei racconti e nelle fiabe alla dimensione onirica e surreale.
Le origini di quest’opera risalgono al 2008, un anno particolarmente duro non solo per l’Italia ma per il mondo intero, coinvolto in uno dei momenti più critici della sua storia sia dal punto di vista economico che sociale. Queste circostanze poco favorevoli costituirono uno stimolo alla resistenza per il movimento che decise di interpretare il periodo di crisi realizzando una nuova opera d’arte, un animale che potesse essere di buon auspicio per il ritorno di prospettive migliori.
La scelta ricadde sul coniglio, metafora di fertilità e di produttività proprio grazie alla sua straordinaria capacità di riprodursi e di generare molti figli. Non a caso, l’opera venne presentata per la prima volta al pubblico proprio in occasione del XXXVIII Convegno Giovani Imprenditori di Confindustria a Portofino. L’iniziativa, intitolata “RE-production” (titolo emblematico per il movimento grazie al richiamo al termine “recycling”), voleva condurre sotto la stessa insegna l’augurio di nuove prospettive economiche e sociali e l’uso responsabile di rinnovate energie attraverso il riciclaggio delle materie e il rispetto per l’ambiente.
Tuttavia, il coniglio è per il movimento un animale emblematico e ambivalente perché la sua simbologia può possedere anche un risvolto negativo: come la proliferazione della plastica è dannosa per il pianeta, così anche il coniglio può avere una connotazione invasiva. In Australia, ad esempio, i conigli costituiscono quasi un flagello a causa del loro soprannumero: ogni anno si contano milioni di dollari di danni alle coltivazioni dovuti alla devastazione prodotta da questi animali. Del resto anche il progresso e la produttività industriale senza essere supportati dal buon senso e dalla moderazione possono essere dannosi e inquinanti.
Il coniglio è inoltre associato alla dimensione dell’illusione, del magico e della favola. Pensiamo alla celebre storia di Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, e al personaggio del Bianconiglio che offriva la porta per l’accesso a una dimensione metafisica.
I conigli di Cracking Art non sono solo bianchi. Sono gialli, blu, verdi, rosa, fucsia, azzurri: sono di tutti colori. Una sorta di simbolica moltiplicazione per aumentare le possibilità di accesso a una dimensione altra abolendo le frontiere che limitano l’osservazione del reale. Infatti, anche la scelta della posizione dell’animale, con le orecchie dritte e gli occhioni spalancati, indica un atteggiamento di curiosa osservazione del mondo circostante, di attenzione e di ascolto.
Dopo Portofino i conigli sono entrati a pieno diritto nello zoo di animali giganti Cracking Art diventando protagonisti immancabili di numerose installazioni sia in Italia che all’estero. Pensiamo ad esempio a quelle realizzate a Bruxelles e al Museo Kampa di Praga oppure a quelle presso Miami e lo Heydar Aliyev Center di Baku. E pensiamo soprattutto alla gotica Chartres e poi alla romantica Parigi che ha ospitato la bellissima esibizione presso Magasine Printemps realizzata con la collaborazione di Marc Jacobs.
