La collaborazione tra lo chef Paolo Griffa e Cracking Art nasce dal desiderio di unire arte e gusto in un piccolo gesto di meraviglia.
La scultura marmotta di Cracking Art diventa “Too cute to eat”, un cioccolatino iconico tanto delizioso quanto irresistibile.
Come in una favola contemporanea, l’arte di fa dolce e il cioccolato diventa scultura, ideale simbolo di creatività e gioco condiviso tra due mondi che parlano lo stesso linguaggio, quello dell’emozione.
Ogni confezione contiene 16 pz Marmotte in 8 gusti differenti.
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Animali simbolici tra architettura e paesaggio urbano
Vercelli ospita il nuovo progetto espositivo del movimento internazionale Cracking Art. Un’invasione poetica di animali colorati e simbolici, realizzati in plastica rigenerata, popola piazze, cortili storici, spazi pubblici e architetture significative della città, generando un dialogo inedito tra arte contemporanea, sostenibilità e paesaggio urbano.
Artenatura nasce con l’intento di riconnettere l’artificiale con il naturale, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva che stimola la meraviglia e la riflessione. In una città d’acqua e di storia come Vercelli, dove le risaie si specchiano nei profili romanici e gotici del centro storico, le installazioni di Cracking Art diventano segni rigenerativi nel tessuto urbano, raccontando una nuova narrazione ecologica e culturale.
L’evento si articola come un percorso diffuso, in cui ogni animale – rana, suricato, lupo, chiocciola, rondine – assume un significato simbolico, dialogando con l’identità dei luoghi in cui è inserito. Dalla maestosa Basilica di Sant’Andrea alle piazze del centro, fino agli spazi meno noti ma carichi di memoria, Vercelli si trasforma in un ecosistema narrativo in cui la plastica rigenerata diventa non solo materia, ma messaggio.
“Artenatura” riflette l’anima profonda del movimento Cracking Art, da sempre impegnato sui temi del riciclo, della sostenibilità ambientale e del rapporto tra uomo e natura. Ogni installazione è un invito a guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda, a interrogarci sul nostro modo di abitare il mondo, a riscoprire il valore dell’arte come strumento di consapevolezza e rigenerazione.
Dal 10 Settembre 2025 al 10 Febbraio 2026
Dal 1º aprile al 30 settembre 2025, gli ospiti che visiteranno il giardino Botanico di Fort Worth (Texas, USA) potranno passeggiare nel giardino e imbattersi in 80 opere d’arte dai colori vivaci raffiguranti conigli, elefanti, oche, lumache, lupi e rondini che interagiscono in modo giocoso con l’ambiente naturale.
Le sculture, realizzate in plastica rigenerata, mettono in evidenza il potenziale creativo dei materiali riciclati e invitano a una più profonda consapevolezza verso uno stile di vita sostenibile.
Progettata per affascinare visitatori di tutte le età, la mostra unisce creatività giocosa e un messaggio potente, ispirando gioia e stimolando conversazioni significative su sostenibilità e conservazione ambientale.
Da Mercoledì 30 Aprile le vie, le piazze e gli spazi pubblici di Arona (NO) saranno letteralmente invasi dalle opere Cracking Art.
Colorate, sorprendenti e fuori scala, le sculture rappresentano animali simbolici come rane, delfini, coccodrilli, elefanti, pinguini e chiocciole, che dialogheranno con il paesaggio urbano e naturale, in particolare con il lungolago e i principali punti di interesse storico e turistico della città.
«Abbiamo voluto portare un messaggio potente e immediato nel cuore della nostra città – dichiara il Sindaco di Arona, On. Alberto Gusmeroli – L’invasione pacifica di queste opere ci permette di parlare ai cittadini di sostenibilità, di bellezza e di rispetto per l’ambiente, utilizzando un linguaggio artistico accessibile a tutti. È un’iniziativa che unisce cultura, educazione ambientale e valorizzazione del territorio».
Il progetto, promosso dall’Amministrazione comunale, è stato ideato e realizzato in collaborazione con gli artisti del collettivo.
«Ogni installazione è stata pensata per dialogare con un luogo preciso della nostra città – spiega l’Assessore alla Cultura, Turismo e Sport, Alessandra Marchesi – La scelta degli animali, del colore e della posizione risponde a un disegno coerente e profondo: creare stupore, certo, ma anche generare riflessione su temi urgenti come il cambiamento climatico, l’uso consapevole delle risorse, il rapporto tra natura e artificio. Arona diventa così un palcoscenico a cielo aperto, capace di coinvolgere adulti e bambini in un’esperienza estetica e educativa unica».
Il percorso espositivo è concepito come un itinerario di visita che attraversa simbolicamente il legame tra la città e l’acqua: elemento naturale essenziale, ma anche simbolo di rinascita, trasformazione e connessione tra gli esseri viventi. L’elefante osserva il lago come a scrutare il livello dell’acqua che gli è vitale; il coccodrillo emerge minaccioso come monito sui rischi dell’inquinamento; le rane, anfibie e trasformiste, propongono una mediazione tra gli elementi; i pinguini cercano refrigerio, mentre i delfini ci coinvolgono in un gioco visivo che parla di armonia e rispetto.
Con questa iniziativa, Arona conferma il proprio impegno nella promozione di una cultura accessibile, sensibile ai temi ambientali e capace di generare un impatto positivo sulla comunità e sul paesaggio urbano.
L’invito è a lasciarsi sorprendere, riflettere e coinvolgere da queste presenze inaspettate, simboli di un’arte che nasce dal rifiuto per diventare bellezza, stimolo, cambiamento.
ARONA (NO) Lungolago, via Cavour e piazza del Popolo.
dal 30 Aprile al 30 Ottobre 2025
Rane fluo in sala pesi, chiocciole oversize a bordo piscina, orsi e conigli a grandezza extralarge che accolgono i soci alla reception: oltre 90 animali invaderanno i Club Virgin Active di Milano in occasione della Milan Design Week. Una “invasione silenziosa”, pop e colorata firmata Cracking Art, collettivo artistico internazionale pioniere nell’uso della plastica rigenerata come linguaggio di rottura e rigenerazione.
L’operazione coinvolge tre Club Virgin Active milanesi – Milano Cavour, Milano Piazzale Lodi e Milano Bocconi – che diventano luoghi espositivi vivi, aperti all’interazione, all’immaginazione e al movimento.
Il progetto nasce da una profonda affinità: entrambe le realtà parlano a community attive, legate al movimento – fisico, culturale e sociale. Se Virgin Active promuove da sempre uno stile di vita attivo e inclusivo, Cracking Art ha fatto proprio del movimento una filosofia artistica: le sue opere sono pensate per essere toccate, spostate e vissute. Il pubblico non è solo spettatore, ma parte dell’opera stessa. Un’arte che si fa esperienza, proprio come gli allenamenti proposti da Virgin Active.
Le opere esposte – tra cui gatti, cani, orsi, conigli, chiocciole, pinguini, suricati e rane – sono realizzate in plastica rigenerata attraverso un processo industriale innovativo che minimizza sprechi e impatto ambientale. I colori accesi e le forme sovradimensionate, tratto distintivo di Cracking Art, si fondono con l’architettura contemporanea dei Club, creando un dialogo visivo tra design, benessere e sostenibilità. Ogni installazione lancia un messaggio chiaro: creare un impatto visivo per generare riflessione, coinvolgimento e consapevolezza.
Un corteo colorato avanza dalla natura verso la città. Conigli, rondini e rane escono dal parco e si riversano negli spazi urbani in un’invasione gentile, un movimento collettivo che richiama la storica marcia del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo. Ma qui a mettersi in cammino non sono gli uomini, bensì gli animali: il Terzo Stato, il popolo silenzioso della natura, che si riprende il proprio posto nel mondo artificiale della città.
Questa installazione di Cracking Art trasforma il paesaggio urbano in una scena dove la biodiversità si manifesta con un’energia nuova. Le rondini, simbolo di libertà, solcano il cielo e guidano il cammino, i conigli avanzano con fierezza tra marciapiedi e piazze, le rane conquistano ogni spazio con i loro salti imprevedibili. È un’onda pacifica che porta con sé un messaggio potente: la natura non è più ai margini, ma protagonista.
Realizzati con plastica rigenerata, questi animali rappresentano il dialogo tra sostenibilità e urbanità. “Spring Up” è un invito a osservare il mondo con occhi nuovi e ad accogliere la natura come parte integrante della città.
L’arte si fa movimento, la natura si fa presenza. L’invasione è iniziata.
Milano – Cascina Merlata Spazio Vivo
via Pier Paolo Pasolini 3
Vede la luce la nuova opera del collettivo Cracking Art con una installazioneal Museo di Scienze Naturali della Valle d’Aosta e nel paese di Saint-Pierre (AO).
Saranno 23 le sculture che raffigurano la marmotta, nuova opera realizzata da Cracking Art in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali della Valle d’Aosta Efisio Noussan.
E’ proprio in questo museo infatti che è conservata la Marmotta del Lyskamm. Restituita dall’omonimo ghiacciaio nell’estate 2022, si tratta del più antico reperto mummificato d’Italia e risale al periodo Neolitico (circa 4.500 anni fa). Il cambiamento climatico che sta determinando un progressivo e rapido deterioramento dell’ecosistema alpino ha riportato alla luce i resti di una vita antica e remota.
Il reperto della marmotta è stata collocata in una teca appositamente progettata e custodirà la mummia per oltre 500 anni. L’ambiente al suo interno è privo di ossigeno, con la possibilità di personalizzare e calibrare i parametri chimico-fisici, prevenendone il deterioramento. Il suo funzionamento non utilizza energia elettrica ed è completamente ecosostenibile.
Da questo straordinario ritrovamento nasce la collaborazione tra il museo scientifico e il collettivo artistico, per celebrare il ritorno alla luce di un animale che caratterizza ancora oggi le nostre montagne e al quale molte simbologie sono associate.
Connessa la risveglio della natura nel periodo primaverile, è nota a tutti la celebrazione del “Giorno della Marmotta” come presagio della durata dell’inverno. Un simbolo quindi dei mutamenti del clima che stanno stravolgendo anche tutte quelle conoscenze popolari a cui ci si affidava in passato per scandire le attività umane.
“Tornata alla luce”: è con questa frase che il museo ha accolto il reperto presso la sua sede. Un sonno durato migliaia di anni che racconta anche il lungo periodo che le marmotte naturalmente passano nelle loro tane, fino a poter arrivare a sei mesi di letargo. L’idea di continua rinascita è quindi strettamente connessa alla vita di questo simpaticissimo roditore che nei mesi di attività è una vera e propria sentinella che osserva i movimenti circostanti.
“Rappresentare la marmotta era uno dei nostri sogni nel cassetto e il sogno è probabilmente un elemento assai presente durante i suoi lunghi periodi di sonno” affermano gli artisti del collettivo. “Celebrare la vita attraverso il gioco, attività prediletta della marmotta quando è sveglia, è per noi motivo di grandissima soddisfazione e ci auguriamo che la presenza delle nostre opere sia ulteriore motivo di richiamo per venire a visitare questo bellissimo museo che racconta la storia di territori a noi familiari”.
Come da loro prassi gli artisti hanno realizzato l’opera con dimensioni fuori scala (altezza 125 cm.) e colori vividi, perché l’intento non è quello di realizzare copie della natura ma di creare un bestiario fantastico che sia rappresentativo del nostro tempo, prediligendo forme e colori che diano emozione e stimolino l’empatia.
Otto installazioni urbane sono protagoniste a Gorizia | Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025 fino all’ 8 Settembre.
È stata inaugurata a Gorizia la pacifica invasione degli animali colorati della Cracking Art. L’iniziativa è promossa dalla Camera di commercio della Venezia Giulia per Nova Gorica e Gorizia Capitale della Cultura 2025 in collaborazione con il Comune di Gorizia.
“Abbiamo inteso animare in tutti i sensi la visita della città – ha commentato Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio della Venezia Giulia – con la presenza degli animali colorati e fuori scala per creare una favola contemporanea che coinvolge visitatori di tutte le età attraverso la fruizione diretta dell’opera. Il materiale utilizzato, la plastica rigenerata e rigenerabile, affronta i temi della sostenibilità e del rapporto tra esseri umani e progresso tecnico e tecnologico”.
Il gruppo artistico Cracking Art è composto da artisti italiani, belgi e francesi ed è nato a Biella il primo Dicembre 1993, un mese esatto dopo l’entrata in vigore del trattato di Maastricht che ha istituito la Comunità Europea. Con le loro opere inserite nei contesti urbani gli artisti hanno realizzato più di 500 installazioni in tutto il mondo, valorizzando temi come la collaborazione e l’inclusività.
“Collocate in vari punti della città, le installazioni vogliono coinvolgere e rendere protagoniste tutte le persone che arriveranno in occasione di questa speciale occasione per sottolineare che la cultura è di tutti e deve poter essere fruita senza confini” sottolineano gli artisti del gruppo Cracking Art.
Le installazioni accompagnano i visitatori a scoprire gli angoli della città in un momento in cui la città è fervente di attività culturali.
“Una favola di colori e simboli, in cui ogni animale rappresenta un messaggio – conclude Paoletti – con un itinerario abbinato a una mappa digitale: inquadrando con lo smartphone i vari QR Code posti sui totem vicini alle installazioni, si potrà fruire di informazioni sull’opera e sul luogo (in italiano, inglese, sloveno e tedesco), in modo da far sì che l’interazione tra luogo, opera e fruitori diventi totale”.
DAV – Dipartimento di Arti Visive di Soresina (CR) ospita CRACKING ART LOVES HISTORY, monografica sul popolarissimo gruppo artistico internazionale nell’ambito delle celebrazioni del loro trentesimo anniversario.
Nato nei primi anni novanta del XX secolo (1993), la Cracking Art ha fin dagli esordi l’obiettivo di mutare radicalmente la percezione della storia dell’arte attraverso un forte impegno sociale e ambientale, unitamente all’utilizzo rivoluzionario di materiali plastici che mettano in evidenza il rapporto sempre più stretto tra vita naturale e realtà artificiale.
Tre gli aspetti da considerare.
Il primo, già intuibile dal nome stesso (il verbo inglese to crack ha come significato principale l’atto di incrinarsi, spezzarsi, rompersi, cedere, crollare), considera determinante l’azione catalitica della reazione chimica che trasforma il petrolio grezzo in plastica (fluid catalytic cracking, appunto). Per gli artisti del gruppo è proprio questo il momento in cui il naturale permuta in artificiale, l’organico in sintetico: ed è tale processo che essi intendono rappresentare attraverso la loro arte. Dunque, se appare naturale il confronto con la più accreditata arte contemporanea del loro tempo per questa volontà di rompere gli schemi in maniera decisa e evidente, lo è ancor di più l’utilizzo dei derivati del petrolio come materia fondamentale alla creazione di un’opera d’arte, sovvertendo inoltre le dinamiche in atto circa la nobiltà di alcuni materiali rispetto ad altri.
Il secondo, ma non meno importante, riguarda la creazione di una nuova natura – fatta e creata dall’uomo e per l’uomo – attraverso la plastica, materia inanimata simbolo della società dei consumi – e (al tempo) creduta irrecuperabile se non a carissimo prezzo – che conduce invece a un nuovo universo animale in grado di (ri)popolare gli ambienti che l’uomo stesso vive quotidianamente.
Il terzo aspetto infine sosta nella capacità del gruppo di prevedere gli eventi: sin dagli esordi, infatti, essi credono nella possibilità di un effettivo recupero fisico e concettuale della materia, recupero che oggi, grazie allo sviluppo sempre più mirato della tecnologia, incorpora in un nuovo processo i sistemi di distruzione e rigenerazione per dare vita a nuove opere che risorgono dalle ceneri di quelle ormai colpite dai segni del tempo: di questa ultima fase ne sarà esempio proprio la sala principale del DAV, allestita con lavori della recentissima serie “Caosmo”. Si tratta in definitiva di superfici dall’aspetto pittorico ottenute con materiale derivato dalla triturazione delle sculture spesso utilizzate nelle installazioni, a dimostrazione che la plastica, come sostiene Roland Barthes, più che una sostanza finita traduce in sé l’idea stessa della sua infinita trasformazione.
A queste, oltre alle iconiche opere che hanno caratterizzato la Cracking Art in questi tre decenni, in mostra sarà presente anche una scultura inedita creata appositamente per l’occasione: realizzata a mano, essa raffigurerà la versione attualizzata dell’Artemide Efesia (II secolo d.C.), emblema del culto della dea Artemide presso la città di Efeso dove era venerata come regina della natura e dominatrice delle fiere.
Completeranno il percorso espositivo ben tre installazioni urbane, dalla vivida natura e dalla riconoscibilità immediata, annoverando così la piccola realtà di Soresina tra i grandi luoghi contaminati dal celebre gruppo: collocate tra il DAV e le piazze più conosciute della città, le tre maestose e divertenti sculture vivranno nel tessuto urbano per tutta la durata dell’esposizione, diffondendo a ognuno la sincerità poetica della Cracking Art fatta di idee e gioia, forza, colore e grande determinazione.
CRACKING ART LOVES HISTORY
dal 15 dicembre 2024 al 26 gennaio 2025
DAV – Dipartimento di Arti Visive
via Matteotti 2/4 – Soresina (CR)
OPENING
domenica 15 dicembre ore 17:30
ORARI
sabato 16:00 – 19:00
domenica 10:00 – 12:00 / 16:00 – 19:00
giorni feriali su appuntamento
PER INFO E VISITE:
+39 340.5419476
INGRESSO LIBERO
La galleria Fabbrica Eos presenta, nel suo spazio di Viale Pasubio 8/a, dal 28 novembre 2024 al 11 gennaio 2025 la mostra personale di Cracking Art dal titolo CAOSMO – La memoria della materia
La mostra segna il trentennale di attività di Cracking Art con un ritorno alle origini del suo percorso artistico. Il manifesto programmatico del movimento fu infatti presentato proprio negli spazi della Galleria Fabbrica Eos nel dicembre 1993 e l’attività espositiva iniziò nel 1994.
In mostra saranno presenti alcune delle sculture iconiche realizzate in plastica rigenerata e rigenerabile che hanno caratterizzato le più di 500 installazioni realizzate in questi anni di attività e che hanno portato il collettivo nei 5 continenti del pianeta.
Ma più che una celebrazione del passato, questa esposizione vuole presentare il passaggio ad una serie di nuove opere che pone ancora più al centro il concetto di rigenerazione.
I quadri della serie “Caosmo”, che per la prima volta vengono esposte in una galleria, sono infatti ottenuti con il materiale derivato dalla triturazione delle sculture utilizzate nelle installazioni per evidenziare che la plastica, come scrisse Roland Barthes, più che una sostanza è l’idea stessa della sua infinita trasformazione.
Caos non indica tanto il disordine, quanto la velocità infinita con cui si dissipa qualunque forma vi si profili. E’ un vuoto che non è un niente, ma un virtuale che contiene tutte le particelle possibili e richiama tutte le forme possibili, che spuntano per sparire immediatamente, senza consistenza ne referenza. (G. Deleuze / F. Guattari, Che cos’è la filosofia? 1991)
Ecco quindi che le particelle delle sculture, custodi della memoria della loro origine, prendono nuove direzioni imprevedibili per tentare di rimettere ordine e ricostruire un nuovo cosmo tramite l’arte che, attraverso i suoi processi irrazionali, ci mantiene profondamente umani.
Tornare a Fabbrica EOS rappresenta per Cracking Art ritornare alle origini del proprio universo.